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mercoledì 21 maggio 2008

"Le città invisibili"

E' sospeso nello spazio e nel tempo questo capolavoro di Italo Calvino. Un meraviglioso esercizio di fantasia, ricco di aforismi, metafore e impregnato di quella filosofia che indaga l'uomo nel suo contesto urbano e quindi sociale.
Non si può recensire un libro così; nulla si può aggiungere alla perfetta concatenazione di parole usate da Calvino con la sua incredibile ricchezza di linguaggio.
Due cose però mi preme sottolineare:
a) questo libro ha ispirato il mio post su San Lorenzo di qualche giorno fa. Mi ha invogliato, cioè, a scrivere e quindi ad interrogarmi sul mio rapporto con la città. Dalla lettura alla scrittura: solo questo meccanismo
in sè, che è scattato, vale la forza del libro...
b) la conclusione è semplicemente la più bella che abbia mai letto, oltremodo attuale:

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

lunedì 5 maggio 2008

"I milanesi ammazzano il sabato"

Stop politica! Occorre disintossicarsi da tutte le delusioni e le frustrazioni!
Rimangono l'amarezza, un pò di rancore e la consapevolezza orgogliosa di diversità da un Parlamento che non mi rappresenta. Facciano quello che vogliono! Quando sarò incazzato sfogherò la mia rabbia in una colorata manifestazione di piazza con i miei simili. Non cambierà assolutamente nulla in questo Paese irrecuperabile ma avrò la coscienza splendidamente pulita! E mi basta... altro che... Perchè arrovellarsi ancora se il mondo gira al contrario? Il mio cupo pessimismo è sfociato in allegra rassegnazione. Poteva andarmi peggio...

Dopo questa premessa... musica!
Tra le varie novità, la principale è il nuovo album degli Afterhours, la migliore band italiana.
E loro per fortuna non deludono mai... anzi, con il tempo, contrariamente alla maggior parte degli artisti, migliorano.
E' rock ampio, acido, passionale, ricercato, bizzarro, vario, maturo, vero, nei testi e nelle musiche.
Ad un primo ascolto nessun brano sembra spiccare sugli altri perchè il livello medio è molto alto.
E' un lavoro che peserà e nei live ci sarà da divertirsi...
Per gli amanti del genere, si confermano un punto di riferimento fondamentale e, di questi tempi, non è poco.

venerdì 30 novembre 2007

I segreti di Parigi

Ho finito di leggere, dopo un pò di tempo, I segreti di Parigi del grande Corrado Augias.
Essendo il libro diviso in tanti capitoli indipendenti fra loro, la lettura può essere anche saltuaria senza che però si perda il senso generale del testo: così è stato...
Per chi ama Parigi e la cultura francese, la Storia, l'arte, il teatro, la letteratura, i musei... per chi ama gli aneddoti, le curiosità, i misteri che spesso si celano dietro i grandi eventi... per chi ama uno stile di scrittura asciutto, logico e minuzioso... per chi ha la tensione ad andare oltre le apparenze delle cose... per chi l'evasione risiede a volte nella Cultura... insomma, per tutti questi, è un libro imperdibile.
Non l'ho perso.

martedì 9 ottobre 2007

Mille anni che sto qui

Ho finito di leggere, con una voracità per me assolutamente inusuale, il libro vincitore del Premio Campiello 2007, Mille anni che sto qui, della scrittrice lucana Mariolina Venezia.
E' un grande romanzo che nasce da un progetto veramente ambizioso e per questo ancora più da apprezzare: ricostruire e raccontare l'epopea di una famiglia lucana, dall'unità d'Italia al crollo del muro di Berlino, passando per il brigantaggio, le grandi guerre, la lotta per le terre, l'emigrazione, l'industrializzazione, i tempi della contestazione, la lotta armata... Sullo sfondo Grottole, il Sud arretrato e magico, la civiltà contadina, la morale cattolica, le abitudini piccolo borghesi...
Piccole storie nel fluire della grande Storia.
E' un viaggio o, meglio, una fuga alla ricerca di un'identità, di una memoria.
A tratti divertente, spensierata, surreale, volgare, crudele, dura, è anche epopea di sentimenti,
raccontata attraverso la sensibilità femminile.
L'impianto narrativo sembra in bilico tra una moderna fiction televisiva in costume e una rigorosa ricerca antropologica. Sospeso tra le fantasie grottesche de Il favoloso mondo di Amelie e il neorealismo di Cristo si è fermato ad Eboli.
Gli unici difetti che mi sento di rilevare sono un'eccessiva enfasi retorica nel descrivere alcune situazioni e l'indugiare forse troppo su atmosfere da romanzo rosa. In confronto alla complessità e alla potenza visionaria dell'opera, mi sembrano, però, rilievi trascurabili.
Nel libro è scritto:
"Non è facile raccontare questa storia a chi non conosce la valle del Basento, il cielo celeste come i colori a matita dei bambini, i pendii che il grano rende verdi a primavera e gialli d'estate, i fuochi nelle stoppie, i tralicci per l'estrazione del petrolio, i paesi agonizzanti sulle colline, il volo del nibbio."
E' vero, è così... Il romanzo naturalmente si rivolge a tutti ma solo chi viene da quei paesi può sentire fino in fondo quegli odori, può
riconoscere quei colori o ascoltare l'eco di quelle voci... Ricordi che più allontani dalla mente e più ti rimangono dentro, e nei quali Mariolina Venezia ha saputo senz'altro scavare.

domenica 16 settembre 2007

Marlene Kuntz - 1

Ho appena finito di ascoltare il nuovo cd dei Marlene Kuntz: Uno.
Impressioni a caldo.
Avete presente i Marlene Kuntz? Quella band piemontese con quel suono così aggressivo, diretto, straziante, con quelle palpitazioni soniche, quel cantato tragico? Bene. Non esiste più.
Avete presente un frullatore? Metteteci dosi abbondanti di CSI / PGR con pizzichi di Timoria, U2, Max Gazzè, Belle and Sebastian, un pò di rock italiano anni '70 e, sotto la sapiente regia del grande Maroccolo, il piatto è pronto.
L'album non è brutto. Ci sono brani molto interessanti che "cercano la bellezza"; però ascoltare quel piano, quegli archi, quei cori, quegli effetti, quelle voci femminili, quelle chitarre acustiche con un modo di cantare completamente diverso è stato un pugno in faccia.
Questa non è un'evoluzione, è sì frutto di una ricerca ma è una rottura, è una svolta. Di cui prendere atto e da rispettare.
Marlene è morta... si sta reincarnando... ed è difficile che torni ad essere la migliore.

domenica 18 febbraio 2007

"Il vuoto"

Un post-recensione sul nuovo cd di Battiato uscito il 9 febbraio mi sembra doveroso.
Chi si aspetta palome, cinghiali bianchi e zingare del deserto si troverà spiazzato, chi attende cure, povere patrie e stagioni dell'amore rimarrà deluso...
E' "solo" un cd (breve) di un artista che non deve dimostrare niente a nessuno e che fa canzoni per compiacere i propri sensi. Piccoli gioielli di arrangiamento in un'atmosfera malinconica, decadente, monotona. Mai titolo ha aderito così perfettamente al contenuto!
E' un lavoro maturo e sofisticato. Chi cerca anche questo nella musica, lo troverà.