domenica 16 settembre 2007

Marlene Kuntz - 1

Ho appena finito di ascoltare il nuovo cd dei Marlene Kuntz: Uno.
Impressioni a caldo.
Avete presente i Marlene Kuntz? Quella band piemontese con quel suono così aggressivo, diretto, straziante, con quelle palpitazioni soniche, quel cantato tragico? Bene. Non esiste più.
Avete presente un frullatore? Metteteci dosi abbondanti di CSI / PGR con pizzichi di Timoria, U2, Max Gazzè, Belle and Sebastian, un pò di rock italiano anni '70 e, sotto la sapiente regia del grande Maroccolo, il piatto è pronto.
L'album non è brutto. Ci sono brani molto interessanti che "cercano la bellezza"; però ascoltare quel piano, quegli archi, quei cori, quegli effetti, quelle voci femminili, quelle chitarre acustiche con un modo di cantare completamente diverso è stato un pugno in faccia.
Questa non è un'evoluzione, è sì frutto di una ricerca ma è una rottura, è una svolta. Di cui prendere atto e da rispettare.
Marlene è morta... si sta reincarnando... ed è difficile che torni ad essere la migliore.

2 commenti:

Vincenzo ha detto...

sai...io lo trovo bello questo nuovo lavoro...non sò perchè ...mi attrae molto...sarò anche predisposto positivamente verso Godano e co., però una qualità che vince sempre credo che sia stata sempre nei marlene la capacità di sperimentare nuove frontiere sonore...comunque aspetto ansioso di vedere un loro concerto per avere un idea più chiara!

dottorTroy ha detto...

I peggiori 20 € della mia vita...

E pensare che ritengo tuttora Catartica il miglior disco italiano dei '90